Keros – La scoperta dell’arte cicladica

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Keros

La scoperta dell’arte cicladica

Quando ci sono passato davanti con la nave, nel 2011, durante il viaggio fra Koufonissi e Donoussa (passando per Amorgos, rotta in alto nella mappa) avevo scritto questo

“Nel tragitto verso Amorgos, la nave (Artemis) passa vicino a quella strana grande isola che è Keros. È più grande di Koufonissi e le altre Piccole Cicladi ma è disabitata. Una specie di grande sasso roccioso abbandonato nel mare. Le coste sono a picco sul mare, molto ripide ed infatti sembra non ci siano approdi naturali. Ma è in ogni caso piena di vita, con gli arbusti arrampicati alle rocce fino quasi al mare e chissà quanti animali la popolano …

Ciao Keros, mi stai simpatica!”

Daniele, diario di viaggio

Mi era rimasta questa impressione dentro, di un isola fatta di rocce e basta, abbandonata alle onde del mare. Un posto dove passare e andare avanti.

Dopo tanti anni, leggendo libri sulle origini della civiltà greca, ho letto spesso della cosiddetta “cultura Keros-Syros” come periodo iniziale della civiltà cicladica, famosa soprattutto per le statuette stilizzate in marmo bianco di figure specialmente femminili.

Una scultura della cultura Keros-Syros
Una scultura di Modigliani

Queste figurazioni hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo dell’arte moderna, basti pensare a Modigliani e alle varie forme di “primitivismo” degli artisti del periodo. Da Gaugin e l’arte haitiana a Matisse con l’arte africana.

Da una tranquilla navigazione in quel viaggio sono arrivato alla storia.

Questa piccola isola di roccia, vista durante una traversata di traghetto dieci anni fa, era uno dei centri più importanti dell’Egeo nella metà del III millennio a.C. ed ha custodito per cinque millenni i capolavori che ora possiamo ammirare nel Museo Archeologico Nazionale di Atene.

L’isola di Keros vista da Amorgos

Gli scavi effettuati nel 2006-2008 (poco prima del mio passaggio del 2011) nella parte occidentale di Keros hanno dato alla luce numerose statuette votive in un sito subito di fronte al piccolo isolotto di Dhaskalio (a sinistra nella mappa).

Un tempo l’isolotto era connesso all’isola di Keros da un istmo ora sommerso per l’innalzamento del livello del mare. Era quindi un promontorio alto.

Negli scavi più recenti, ancora in corso nel 2019, sono stati ritrovati una serie di muri a terrazza a formare una specie di piramide. E alla base ci sono anche tracce di sistemi drenanti per l’acqua e tracce di lavorazione del metallo.

L’isolotto ha una forma piramidale molto probabilmente corretta artificialmente, modellata a terrazze per rendere possibile l’edificazione di vari edifici di culto.

Sembra essere stato uno dei più antichi santuari dell’Egeo, per la costruzione del quale sono stati necessari centinaia di viaggi di trasporto di marmo dall’isola di Naxos, per rivestire la “piramide”, in modo da ottenere un effetto di brillantezza con il sole. Gli archeologi ipotizzano delle similitudini con i rivestimenti delle piramidi egizie, di epoca non troppo distante.

Probabilmente il santuario era una zona accessibile solo agli iniziati, e gli altri fedeli rimanevano sul lato dell’isola, dove sono stati trovati gli oggetti votivi.

Se vuoi approfondire, qui l’articolo dell’Independent.

Tante delle sculture viste nel Museo Archeologico di Atene vengono proprio dalla piccola isola di roccia vista durante una traversata di traghetto dieci anni fa!

Viene da Keros anche la scultura del suonatore di arpa (circa 2600 a.C.), una delle più raffinate del periodo. L’ho ritrovata fra le foto del museo, scattata solo istintivamente senza conoscerne la storia.

Il suonatore di arpa

Questi dieci anni di mia ignoranza non sono passati invano.

Hanno permesso agli archeologi di scoprire un santuario che forse ha dato l’inizio alla tradizione dei santuari in cima alle montagne, passata poi a Creta e nella terraferma greca, proveniente dalle tradizioni del Medio Oriente, Mesopotamia, Egitto, origine delle civiltà occidentali.

Il promontorio era come una piccola montagna sacra, con il santuario visibile da lontano luccicante nel mare, abbagliante del bianco puro del marmo di Naxos.

L’isolotto di Dhaskalio visto da una spiaggia di Koufonissi, alla destra dell’isola di Keros

Pensieri al vento

Spesso sono diviso fra due modalità di azione nel viaggiare: studiare qualcosa prima oppure andare completamente spoglio di conoscenza ed attivare l’istinto su quello che ti attrae quando sei in giro.

Forse deve essere un insieme fra le due cose:

  • ispirarsi con qualcosa che fa da miccia di innesco per il viaggio
  • vivere liberamente e in modo istintivo il presente del viaggio
  • ricostruire la conoscenza in modo da continuare a vivere quella ispirazione.

In questo modo le emozioni rimangono vive nel tempo!


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